Caldaie

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I nostri tecnici sono aggiornati costantemente di come deve essere rapportata una caldaia per poter intervenire nel miglio modo possibile …
SPIEGAZIONE USO CORRETTO DELLE CALDAIE:
Negli usi civili le caldaie si distinguono in base alla potenza termica nominale (Pn). Un altro parametro che compare tra i dati di targa delle caldaie è la portata termica nominale, più correttamente esplicazione potenza termica calcolata al focolare considerando il potere calorifico inferiore del combustibile. Il rapporto tra la potenza termica nominale e la portata termica nominale dà il rendimento della caldaia al 100% della potenza.

Per gli appartamentini condominiali con riscaldamento autonomo, in considerazione dei ridotti spazi per la posa in opera di caldaie di altro tipo, è invalso, anche per effetto della crescente metanizzazione in atto sul territorio nazionale, l’uso di caldaie del tipo murale.

Caldaie murali
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Caldaia murale per uso domestico
Sono generalmente realizzate con uno scambiatore in acciaio e consentono la necessaria compattezza dimensionale; gli scambiatori in questi tipi di caldaia sono in acciaio , per resistere alle temperature di fiamma ed alla corrosione legata al processo di combustione. Questo tipo di generatore di calore è, in alcuni casi, dotato di bollitore di ridotte dimensioni per la produzione di acqua calda sanitaria ed alta capacità di scambio e, in altri casi, di scambiatore sanitario a scambio rapido, a forma di bollitore a serpentina di piccole dimensioni, detto boilerino o scambiatore a piastre (produzione di acqua calda di tipo istantaneo). Le caldaie murali si suddividono in tre tipi:

Tipo A: a camera aperta senza canna fumaria: non è più a norma, doveva essere collocata in spazi aperti;
Tipo B: a camera aperta con canna fumaria a tiraggio naturale: deve essere collocata in locali aerati, con assoluta esclusione di bagni, camere da letto e di locali dove siano presenti camini privi di autonoma presa d’aria, o all’aperto, per prevenire la formazione nei locali di ossido di carbonio per carenza di ossigeno;[1]
Tipo C: a camera chiusa con canna fumaria a tiraggio forzato: poiché è stagna l’aria comburente viene prelevata dall’esterno attraverso una tubazione, può quindi essere collocata in qualsiasi locale eccetto l’autorimessa, purché ventilato (al fine di prevenire concentrazioni di gas a seguito di perdite dalle giunzioni);
Anche per effetto della normativa vigente (Legge 10/91 e DPR 412), tendente anche a garantire la sicurezza relativamente allo scarico dei prodotti di combustione, il mercato italiano si è andato evolvendo verso l’installazione di caldaie a camera stagna a tiraggio forzato. In questa caldaia la combustione avviene in una camera chiusa (stagna) rispetto all’ambiente circostante, ciò comporta la necessità di prelevare aria comburente dall’esterno tramite apposite condotte, con conseguente necessità di dotare la caldaia stessa di un elettroventilatore con funzione di prelievo dell’aria esterna e per forzare (tiraggio forzato) l’espulsione dei prodotti di combustione verso il camino che li disperde. Se da un lato quest’ultimo tipo di caldaia garantisce la sicurezza rispetto al travaso di gas di combustione all’interno degli ambienti, dall’altro fa insorgere problematiche legate allo scarico dei prodotti della combustione ed alle relative condotte di fumisteria, che risultano in pressione e che devono garantire (anche nel tempo) la tenuta. Le caldaie murali possono essere per installazione interna o per installazione esterna in appositi armadi di contenimento.
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